La medicina occidentale si trova oggi di fronte a diversi cambiamenti che mettono in discussione il paradigma biomedico e bio-psico-sociale. Si osserva come sempre più frequentemente la popolazione esprime dei bisogni nuovi, che possono sembrare estranei al mondo medico-sanitario. Sembra che la persona-paziente esiga il riconoscimento della sua integrit
à e complessità da parte dellequipe sanitaria. La diffusione delle terapie alternative e complementari è la risposta a questo bisogno. Gli interventi assistiti con gli animali sono considerati interventi di tipo complementare alla medicina tradizionale, in quanto lapproccio alla base dellintervento con l’animale è di natura olistica e coadiuva il percorso terapeutico tradizionale, umanizzandolo e personalizzandolo.

Secondo la teoria di paradigma di Kuhn, che si oppone allinduttivismo ed al falsificazionismo di Karl Popper, ogni periodo storico ha un proprio paradigma fino a quando non emerge un nuovo bisogno o problema o “anomalia”che richiama lattenzione della comunità scientifica. Si innesca quindi una crisi che porterà ad una nuova rivoluzione scientifica con il conseguente slittamento di paradigma prodotto da occhi interdisciplinari e creativi. Lattuale “anomalia” rispetto al paradigma medico dominante, è la ricerca da parte delluomo di risposte che vanno oltre il meccanismo causa-effetto, luomo reclama il suo essere un sistema complesso, non prevedibile e non standardizzabile. Già Martha Rogers, fondatrice della teoria conosciuta come “Science of Unitary Human Beings” o teoria dei campi di energia, basava la sua teoria di Nursing sulla visione globale delluomo e affermava che “l’uomo è un tutto unificato che possiede la propria integrità e che manifesta caratteristiche che sono più della somma delle sue parti e differenti dalla somma delle sue parti”.

Le persone protagoniste degli interventi assistiti con gli animali (IAA) agiscono in un sistema dove sono considerate nelle loro globalità. Non potrebbe essere diversamente: gli IAA per la loro natura sono olistici, interdisciplinari, multidimensionali e richiedono creatività nellattuazione. Lintervento vede come attori animali e persone, professionisti di diverse discipline e diversi setting dazione. L’IAA è un sistema dinamico, soggetto allautoregolazione e che segue un andamento caotico ed imprevedibile. Inoltre il contatto uomo-animale funge da catalizzatore di fenomeni esistenziali, in particolare delle emozioni.

Linda Kohanov, autrice acclamata, “donna di cavalli, studiosa e critica musicale ha analizzato come c’è qualcosa di unico e difficilmente descrivibile nella relazione tra uomo e cavallo e come questa relazione speciale può essere daiuto per il benessere globale dellessere umano, integrando quindi corpo, mente e spirito (visione olistica). Dopo osservazioni sul campo ed unanalisi dellattuale stato dellarte nella psico-neuro-endocrino-immunologia, Linda sviluppa lapproccio Eponaquest. Fondata nel 1997, Epona Equestrian Service propone lEquine Facilitated Learning (EFL, Apprendimento Facilitato dal cavallo), metodologia che prevede l’avvicinamento al cavallo per approfondire tematiche personali, ampliare l’uso del sentire, migliorare le nostre relazioni, per connettersi con la parte profonda ed autentica del nostro sé, quella parte che se lasciata trascurata potrebbe provocare disagi psicosomatici. Eponaquest ha successivamente sviluppato anche percorsi specifici nellEquine Facilitated Psycotherapy (EFP, Psicoterapia Assistita dal cavallo) e percorsi di crescita rivolti ai leader del 21 secolo. Ogni esperienza di EFL viene facilitata da un professionista in possesso di competenze specifiche (coaching, sviluppo della leadership, terapia ricreazionale, educazione esperienziale, sviluppo personale o psicoterapia assistita), e da uno o più cavalli che sono partner, non strumenti, per levoluzione ed il benessere della persona.

Il nucleo centrale di questo approccio insegna come le emozioni sono dei potenti messaggi che assicurano e coadiuvano l’integrità ed il benessere dellessere umano. Tutti gli animali hanno un sistema di riconoscimento delle emozioni che viene utilizzato come strumento per la sopravvivenza; queste vengono accolte per quello che sono: dei messaggi che il corpo trasmette per innescare un azione immediata che se compresa ed “agita” immediatamente porta alla risoluzione della causa/problema scatenante. Abbassando il volume del sentirele emozioni, luomo si è ritrovato privo di moltissime informazioni fondamentali per la sua sopravvivenza, che al giorno doggi viene minata principalmente dallo stress, uno dei principali fattori eziologici di numerose patologie (psichiatriche, cardiovascolari, neurologiche, oncologiche,…). Le emozioni  hanno infatti una finalità evolutiva: ad esempio la paura fa scappare la gazzella dal leone, la rabbia permette la difesa del territorio, lamore permette di creare legami per la collaborazione e la protezione. Attualmente si è visto che le emozioni non sono solamente il prodotto del nostro cervello, ma neuropeptidi (le molecole delle emozioni) vengono secreti  da tutto il corpo, in particolare dallapparato gastroenterico e dal cuore. Tutto il corpo quindi è produttore ed amplificatore delle emozioni, nel loro stato più puro. Sta a noi riconoscerle, ascoltare il messaggio, oppure imporre la logica andando verso lincongruenza. Il cavallo riconosce immediatamente lemozione emanata dalla persona con cui condivide lo spazio ed il tempo (si entra in un processo di connessione degli spazi prossemici, o della bolla prossemica degli agenti in questione uomo – cavallo)  e reagisce di conseguenza. Quando lincontro tra uomo e cavallo avviene in contesto protetto e coadiuvato dal facilitatore o terapeuta, la persona può imparare a riconoscere in maniera autentica le proprie emozioni e successivamente coglierne il messaggio veicolato. Il cavallo è particolarmente sensibile allincongruenza che si verifica quando manca congruenza, ovvero quando manca una comunicazione che vede allineati fra loro il livello verbale, quello paraverbale ed il non verbale; è facile osservare nelle competizioni equestri come, nonostante il fantino apparentemente dimostri calma e sicurezza, unanalisi esperta del linguaggio del corpo e delle espressioni facciali definirebbe uno stato di agitazione generale con la conseguente attivazione del sistema nervoso ortosimpatico. Il cavallo sa leggere il cavaliere che gli si avvicina e, durante tutto il tempo condiviso con lessere umano manifesterà segnali evidenti di stress e sofferenza. Infatti lincongruenza tra il sentirecerte emozioni scomode ed il voler essere diversi, attiva nelluomo il sistema ortosimpatico, con il conseguente aumento della pressione sanguigna, frequenza cardiaca, tensione muscolare, che insieme provocano un immediato aumento dell’adrenalina.  Questo processo fisiologico nel cavallo si innesca solo quando c’è un pericolo effettivo, quando deve scappare o combattere (la minaccia arriva dall’esterno, a differenza delluomo che si trova maggiormente di fronte a pericoli che arrivano dall’interno).

In generale il cavallo risponde con segnali di stress visibili quando al suo fianco c’è una persona che nasconde dietro ad un sorrisinoemozioni quali rabbia, paura e tristezza. Non appena la persona si da il permesso di ascoltarsi ed ammette a se stessa di provare quelle emozioni, il cavallo emette segnali calmanti e quindi entra nel sistema nervoso parasimpatico. Si è visto che quando la persona riconosce e vive le proprie emozioni, la congruenza fa abbassare i valori di pressione sanguigna, frequenza cardiaca e tensione muscolare; contemporaneamente si può notare un importante cambiamento a livello respiratorio, più utilizziamo una respirazione consapevole in  momenti di intensa emotività, più il messaggio ci può essere chiaro e più diventiamo congruenti. Il cavallo può insegnare a riconoscere lincongruenza e ad imparare la congruenza, a rimanere in contatto con la parte di dolore e utilizzare quel dolore per innescare un cambiamento. Questo processo ha come risultato laumento del benessere della persona. La persona in questo tipo di intervento viene presa in carico nella sua totalità, le viene presentata lopportunità di riconoscersi come unità corpo-mente-spirito. L’”anomalia” che ci pone allinterno della crisi di paradigma è la natura stessa di questo tipo di relazione, imprevedibile, che segue il tempo del cavallo e non quello delluomo (Kairós non Krónos), che ci fa vedere noi stessi come esseri integri, non più ridotti solamente alla nostra mente o corpo. La sfida della scienza è continuare la ricerca per capire i meccanismi sottostanti, le dinamiche che si innescano nella relazione uomo-animale, visto che attualmente il corpo delle conoscenze è scarno e spesso gli studi non sono strutturati secondo il modello di ricerca scientifica standard e perciò non accettati dalla comunità medica. È necessario implementare la ricerca di nuovi metodi di analisi dei processi e delle relazioni, che possano aiutarci a capire di più che cosa si innesca quando un essere umano condivide tempo e spazio con un animale e perché questo è così tanto importante per noi, tanto da diventare una co-terapia anche in contesti particolarmente complessi, come potrebbe essere la terapia intensiva.

 

Autore: Dott.ssa Sara Geremia, Masterin Interventi Assistiti con Animali Universita’ di TriesteSRA

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